A volte mi smarrisco
fra le pieghe di un sospiro e le note di un disco,
uno di quei giorni in cui desisto.
Cerco un pretesto che mi mantenga a galla
ma è larga quella falla,
bisognerà tapparla.
Una farfalla non ritorna bruco,
vive minuto per minuto,
in quello spazio giace l’infinito.
È questo quello che tu mi hai insegnato,
mi hai donato uno stato elevato,
ti sono grato.
Ma l’abitudine è in agguato,
chi non c’è passato?
Quante volte ho dato per scontato l’altro lato…
Dimenticato ciò che già sapevo,
scolpito dentro me in bassorilievo,
sì però non lo guardavo.
Un rullante mi ricorda quanto sono vivo,
così mi attivo,
restare assieme è imperativo.
Lungo il bordo del declivio penso a ciò che scrivo,
ogni sillaba mi dona un buon motivo per restare qui,
complici,
vittime d’intrighi alchemici,
ben distanti dai tipici approcci logici,
dai problemi che deturpano i pensieri,
ricorda che oggi è quel domani che temevi ieri.
Vedi,
vibra dentro il petto come una grancassa,
l’energia che passa dentro l’Anima è la stessa,
la Terra Promessa,
quella pillola rossa
impressa nella mia testa,
le Verità sorpassa ogni immaginazione,
è nel suo nome che passo all’azione,
cerco il feeling dentro le frequenze di un campione.
Che sia scelta o predisposizione
ogni forza che rimane è dedicata alla missione.
Seguo il flow come un hi-hat,
recito ma il set
non c’è,
dimentico che è tutto un sogno.
Se mi guardo dal di fuori mi vergogno,
darei tutto il mio regno
in cambio di un altro segno.
Caduto in basso,
ad un passo solo dal collasso,
poi ricordo che ho la forza di un colosso.
Leone in viaggio alla ricerca del coraggio,
carceriere e ostaggio, sai,
niente di peggio.
Ma,
tu mi offri un appiglio,
scordi ogni mio sbaglio,
salvi questo tuo figlio dall’abbaglio
di essere un bersaglio della sorte,
apri le tue porte,
rendimi più forte della morte
in quanto parte della corte
di chi sa e che quindi celebra.
L’Anima si ottenera
se l’arte non la libera,
questa è la Grande Opera,
serve Prima Materia
che porti il sole più splendente dove c’era l’intemperia.
L’ora d’aria
che mi salva,
perso in questa selva oscura,
la retta via può far paura.
Non c’è nessuno che mi è più vicino
di te quando mi mostri dentro delle note di violino
in armonia col piano
ed inizia la danza
come posso star senza,
il brivido che procura
è la cura
del male di vivere,
spegne passioni effimere,
veleno per le vipere,
mi spinge a credere che tutto ha un senso,
l’equilibrio in cui giace l’Immenso
mi pervade e mi comunica quello che penso,
ogni momento è più intenso
fino a che non condenso
tutto quanto in un flusso connesso.
Ora inchiostro e carta,
dove porta la strada deserta?
Chi mi esorta e chi è che invece non vuole che parta?
Qual’è Atene e qual’è Sparta?
Devo restare all’erta,
purtroppo so che troppe volte ho avuto la memoria corta.
La strada è irta di fantasmi d’ogni sorta,
ma quando siamo assieme non importa,
non mi urta,
la porta ormai è aperta,
la magia pervade il tutto e ora non lascio che riparta.
Salta
ogni ostacolo
lo Spirito se è libero,
parole per veicolo,
non sento più alcun vincolo,
se viaggio in questo vicolo
stretto come un cunicolo,
strappo il tentacolo,
divento il mio stesso discepolo.
Sai,
mi hai donato il dono di donare,
di concepire, creare,
mi hai reso lo strumento di un disegno superiore,
nel mare ogni goccia è differente,
sono presente
cuore e mente
per portare forza alla corrente.
Poi quando meno lo aspettavo
mi hai mandato quei due occhi
e nel riflesso ho visto ch’ero schiavo.
Mai notizia fu più lieta,
incomincia la mia vita,
ogni passo del sentiero ora è la meta.
Lei si adagia in ogni mio atomo,
mi basta un attimo,
se penso a quel sorriso
l’Universo si riduce a un intimo rifugio,
tutto ciò che aspetto
è quando torneremo
si ripeta poi tutto daccapo,
per sentire un’altra volta per la prima volta
quel richiamo che cancella via ogni scelta.
Questo è un suggerimento a chi mi ascolta,
preparati alla svolta,
la posta in gioco è alta,
devi muoverti alla svelta.
Il destino è lì in attesa,
non c’è pretesa,
pesa ogni cosa come una sorpresa.
Rischia tutto in questa impresa,
dimentica ogni offesa,
riscatta dentro te la parte lesa,
bentornato a casa,
dove non serve cercare una scusa,
dove sai che quella luce è sempre accesa.
Frequenza condivisa di cui l’Anima è pervasa,
se si palesa
poi l’ignoranza viene esclusa.
Per ogni singolo respiro,
per ogni capogiro che mi coglie ogni volta che ammiro
l’armonia in cui soggiace il tutto,
per quella forza dentro il petto
che mi spinge a camminare dritto,
per tutti quei problemi ch’eran solo inezie,
per tutte quelle trappole fittizie,
per tutte quelle prove mascherate da perizie,
buone notizie,
non posso dire altro che…